Ultrasuoni ad aria compressa

Radalytica è la prima azienda a dimostrare che i raggi X e gli ultrasuoni sono dei metodi complementari per l’NDT. Radalytica a.s., in collaborazione con SONOTEC GmbH, integra sonde a sgancio rapido ad ultrasuoni ad aria compressa. Sono particolarmente efficaci per rilevare le delaminazioni nei materiali compositi che sono difficilmente rilevabili ai raggi X. Questo metodo (contactless – senza immersione nel liquido) trova il suo impiego nel campo aerospaziale, così come nella ricerca e sviluppo.
Diversi metodi di imaging hanno usi diversi a seconda dell'applicazione richiesta. In molti casi, è opportuno utilizzare più di un metodo alla volta per ottenere un’informazione completa del campione. Un buon esempio è un'ala in composito di un velivolo, danneggiata dopo aver colpito un oggetto estraneo. L'immagine a raggi X rivela in modo preciso e chiaro la struttura interna del composito e il suo possibile danno da sottili cricche nel punto di impatto. Tuttavia, la delaminazione nell'area circostante non viene rilevata dai raggi X. L'ecografia a ultrasuoni è al contrario perfettamente adatta per il rilevamento della delaminazione, però dall’altra parte non consente rilevazione di cricche sottili (ad una definizione accettabile). Quindi la soluzione consiste in una combinazione di questi metodi, a nostro parere complementari.

Pannello sandwich a nido d'ape con la simulazione del difetto core-skin

Entrambe le scansioni mostrano gli inserti circolari che simulano la disconnessione del nido d'ape dallo strato esterno. La radiografia (RT) ha rilevato tutte le dimensioni degli inserti fino al più piccolo. L'ecografia a ultrasuoni UT invece ha rilevato gli inserti fino al livello ~ 4 celle.

Confronto tra RT e UT sul campione CRFP

Nell'esempio sopra, sia UT che raggi X rilevano l'area danneggiata, UT rileva la delaminazione, ma solo la combinazione dei due metodi mostra tutti i dati necessari - delaminazioni, cricche, orientamento di fibre e perfino le tracce di vernice sul campione.